Regole più chiare per il lobbismo dei Paesi terzi nell'UE

27. 11. 2025 - Il Parlamento europeo approva la sua posizione negoziale sulle nuove regole per rendere più trasparente l'attività di lobbying per conto di Paesi stranieri. L'obiettivo è una maggiore trasparenza, un minor rischio di interferenze straniere e l'assenza di stigmatizzazione delle organizzazioni legittime.
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I deputati hanno rafforzato il testo originale della Commissione, concentrandosi principalmente su definizioni chiare e sulla protezione delle organizzazioni della società civile. Lo scopo della nuova direttiva è quello di stabilire regole uniformi per le attività volte a influenzare il processo decisionale dell'UE per conto di Paesi terzi dietro pagamento di un corrispettivo - dai commenti sulla legislazione alle campagne di comunicazione o alle proposte di modifica delle leggi.

L'ambito di applicazione comprende, ad esempio, le consultazioni politiche, la partecipazione a conferenze, la comunicazione tramite influencer, la redazione di analisi o l'organizzazione di campagne. Sono invece esplicitamente escluse le attività che non sono di natura lobbistica: attività diplomatiche, media, ricerca accademica o servizi legali ordinari. Il Parlamento sottolinea che il finanziamento di ONG con sovvenzioni provenienti da Paesi terzi non deve essere considerato automaticamente come attività di lobbying.

La direttiva introdurrà registri nazionali obbligatori, che saranno collegati attraverso un portale centrale europeo. Le entità avranno un proprio numero di identificazione europeo (EIRN) valido in tutta l'UE. L'obiettivo è quello di rafforzare la sorveglianza e la fiducia del pubblico, ma senza che la registrazione di per sé sia un "adesivo di sospetto".

I deputati sottolineano che, a differenza di alcune leggi straniere sugli "agenti stranieri", la nuova norma non deve portare a stigmatizzare, penalizzare o mettere a tacere la società civile. La legge ha lo scopo di proteggere la democrazia, non di impedirne il funzionamento.

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